IL TERRITORIO
Ozieri e Nughedu San Nicolò.

Ozieri celebra il quinto millennio di vita prestigiosa, mettendo a disposizione una quantità enorme di reperti che iniziano dal neolitico e giungono ai nostri tempi.
È da Ozieri che la Cultura di San Michele (3500-2700 a.C.), una delle culture più importanti della Sardegna Prenuragica, ha preso avvio. Nel territorio son presenti circa 120 nuraghi, diverse tombe dei giganti, pozzi sacri e cinte murarie che testimoniano la sua importanza nel periodo Nuragico.
Nel successivo periodo Romano il territorio di Ozieri acquista ulteriormente rilievo, diventando crocevia dei collegamenti di Karalibus (Cagliari) con Turrem (Porto Torres) e Olbia. Pont’Ezzu (ponte antico), con quasi 90 metri di lunghezza, è l’esempio perfetto dell’importanza della nostro territorio.
Nel periodo Medievale Ozieri diventa capitale del Giudicato di Torres, definito anche Giudicato del “Logudoro”, per la crescente importanza economica, amministrativa e militare. Fu capitale della curatoria del Monte Acuto e Sant’Antioco di Bisarcio fu la sede vescovile per lungo tempo.
Durante la dominazione spagnola acquista sempre più prestigio grazie anche alla presenza di facoltose famiglie nobiliari; lo sviluppo economico locale è basato soprattutto sull’allevamento del bestiame, che assume proporzioni tali da non aver confronto altrove.
A questo periodo è legata anche la nascita del Maestro di Ozieri, pittore sperimentatore che assume autonomia dalla dominante influenza spagnola.
Con il Regno Sardo-Piemontese Ozieri diventa Capoluogo di Provincia e deposito Reale per l’Allevamento dei cavalli.
È del 1794 l’inno rivoluzionario dei vespri sardi “su patriottu sardu a sos feudatarios” dell’ozierese Francesco Ignazio Mannu.
Con la promozione a sede vescovile, nel 1803, e con la concessione di Città dal Re Carlo Alberto, nel 1836, Ozieri sente l’esigenza di un maggior decoro urbanistico. Inizia quindi la ristrutturazione della Cattedrale, la costruzione della chiesa di Santa Lucia, della Fontana Grixoni, di palazzi e di cappelle.
Con la nascita dello Stato Italiano, Ozieri ha il grande onore di mandare in Parlamento come proprio deputato Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi.
È ad Ozieri che sorge una delle prime scuole tecniche italiane ed è qui, grazie alla costante presenza del clero e del Seminario Vescovile che l’evoluzione scolastica è inarrestabile, nascono le elementari, il Ginnasio, la scuola agraria e le scuole scientifiche.
Ozieri deve la sua ricchezza allo sviluppo dell’arte, rappresentata da poesia, musica, pittura e scultura. Il Teatro Tola, nel 1904, ospitava due fra le primissime proiezioni cinematografiche in Sardegna. Inoltre la prosperità di Ozieri si è basata nei secoli sull’allevamento e l’agricoltura: ancora oggi il Quartiere fieristico di San Nicola ospita ogni anno la Mostra Regionale dei Bovini e la Rassegna Agro-Alimentare.
Nughedu San Nicolò, che confina con Ozieri, rappresenta l’altro lato della nostra identità. In sardo, il nome Nughedu, significa Noceto, questo perché, fino agli inizi del XX secolo, la presenza di alberi di noci attorno al paese era veramente consistente. La storia, alla stregua di Ozieri, è antichissima e le più grandi testimonianze conservate dalla terra, sono rappresentate dai reperti di epoca prenuragica e nuragica. Sono presenti oltre 20 Domus de Janas, Dolmen, Menhir e Nuraghi. In località Monte e Sa Mela è presente la grotta “sa Conca e S’abba” (la testa dell’acqua), costituita da due camere raggiungibili da due ingressi, uno principale ed un pozzo di circa 6 metri posto più in alto.
Il periodo di maggior sviluppo di Nughedu risale al Medioevo: nel 1200 passò dal Giudicato di Torres sotto il dominio del Giudicato di Arborea, entrando infine a far parte del Regno Catalano-Aragonese. Ai primi del 1800, la strada che collegava Sassari e Nuoro, passando per Nughedu (Ozieri-Bono) conferì al paese una certa importanza, che svanì poi con l’urbanizzazione di Ozieri.
Il paese si sviluppa attorno alla Piazza del Popolo o Piazza Marconi, cuore dello sviluppo sociale, su cui si affacciano gli edifici più significativi in una varietà di stili architettonici. L’edificio comunale di stile Liberty, il Monumento ai Caduti, la fontana del 1880, che simboleggia la sacralità dell’acqua, e la chiesa di San Nicola, che custodisce un dipinto del noto pittore Aligi Sassu. Altri simboli di Nughedu si trovano nelle zone limitrofe del paese, immerse nella vegetazione, come le chiese di San Pietro (1400-1500), di Sant’Antonio Abate (1600), di Nostra Signora de su Canale (1920) e dei Santi Cosma e Damiano (di epoca romanica.)
Una delle figure più importanti e rappresentative di Nughedu è Francesco Masala, poeta, scrittore e saggista, ricordato come uno tra gli scrittori sardi più importanti del Novecento.
Nughedu ha basato il suo sviluppo economico sulla pastorizia e l’agricoltura, sulla lavorazione artigianale della pelle, del legno e del ferro e sulla lavorazione del pane.